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La doccia all’italiana è finita nel 2026: ecco la nuova tendenza che conquista tutti

By Rosina Ferrario , on 16 Gennaio 2026 à 11:27 - 4 minutes to read
scopri perché la doccia all’italiana sparisce nel 2026 e qual è la nuova tendenza che sta conquistando tutti nel mondo del design bagno.

La doccia all’italiana cede il passo: gli showroom del 2026 parlano chiaro, chi ristruttura ora vuole spazio, luce e meno manutenzione. La risposta si chiama walk-in rialzata, evoluzione intelligente che elimina infiltrazioni e riduce gli schizzi pur conservando quella continuità visiva che piace tanto. L’effetto? Un bagno più accogliente, quasi una piccola spa quotidiana.

Doccia walk-in 2026: perché tutti la preferiscono alla classica soluzione filo pavimento

Un bordo di pochi millimetri, vetri extralarge con profili sottili, pendenza calibrata al millesimo: bastano tre dettagli per far dimenticare la vecchia pedana a filo. Il leggero rialzo migliora lo scolo e taglia i costi di manutenzione, mentre il pannello fisso più profondo blocca gli schizzi senza chiudere la vista. In poche settimane il trend è passato dai concept store di Milano alle ristrutturazioni nelle Alpi bavaresi, complice quel desiderio di Gemütlichkeit che mette il comfort prima di tutto.

Come la nuova walk-in rialzata trasforma bagni piccoli e grandi

Nei bagni di città ogni centimetro conta: la piastra sottile, integrata nel pavimento, permette l’installazione contro pareti fuori squadro e limita i tagli del rivestimento. Nelle case di campagna, invece, la si abbina a pietra grezza e legno spazzolato per un risultato più caldo. Il comune denominatore resta l’accesso libero, che facilita movimenti e pulizia anche quando la stanza sforna vapore come un vecchio Hammam.

Capsula doccia: la rivoluzione hi-tech oltre la walk-in

Chi vuole il massimo punta sulla prysznic-kapsuła, una capsula doccia che somma vapore, cromoterapia e controllo vocale. Pannelli touch regolano intensità, playlist e temperatura al grado: in pratica un angolo wellness che scende in bolletta grazie al recupero di calore e al flusso ridotto del 40 %. In Scandinavia l’hanno soprannominata “sauna urbana”, in Italia conquista gli open space dove il bagno diventa parte del living.

Progettare le pendenze: addio schizzi, sì a getti potenti

L’errore più comune resta la pendenza insufficiente: basta un grado in meno e l’acqua corre fuori come un espresso troppo carico. I progettisti 2026 optano per canaline ad alta portata e soffioni orientabili che dirigono il getto lontano dall’apertura. Una piccola soglia trasparente, quasi invisibile, chiude il perimetro senza rompere l’estetica, dettaglio che fa la differenza nelle docce installate contro finestre panoramiche.

Colori e materiali: il verde salvia incontra la pietra opaca

La palette 2026 ammortizza l’austerità minimalista con toni naturali: verde bosco, terracotta, caramello, tutti con finitura matt. Le superfici opache riducono gli aloni di calcare e dialogano bene con resine spatolate e legni termotrattati, mentre piccole piastrelle tridimensionali catturano la luce come bollicine di Weissbier. Il risultato è un bagno avvolgente, più simile a un salotto dell’acqua che a un locale di servizio.

Efficienza idrica e comfort termico: tecnologia invisibile ma decisiva

Dietro le quinte lavorano miscelatori termostatici che stabilizzano la temperatura in mezzo secondo e sensori che riducono la portata quando l’utente si insapona. Nei modelli a capsula lo scambio di calore preriscalda l’acqua in entrata, tagliando i consumi fino a 1200 litri al mese per famiglia. Un beneficio che pesa in bolletta e rende la scelta ancora più sensata, soprattutto in regioni dove le tariffe sono salite dopo il nuovo decreto europeo sull’acqua.

Dal progetto al rituale quotidiano: il bagno diventa il cuore di casa

Che si opti per la walk-in rialzata o per la capsula hi-tech, il focus resta lo stesso: trasformare due metri quadrati in uno spazio di piacere domestico. La doccia non è più un angolo funzionale ma un micro-ambiente che racconta stile, cultura e attenzione all’ambiente, un po’ come una buona pizza abbinata alla birra giusta. In fondo, il gusto del vivere passa anche da qui, sotto un getto d’acqua alla temperatura perfetta.

A 38 anni, sono una geek dichiarata e appassionata. Il mio universo ruota attorno ai fumetti, alle ultime serie TV di culto e a tutto ciò che fa battere forte il cuore della cultura pop. Su questo blog vi apro le porte del mio piccolo ‘regno’ per condividere con voi i miei highlight personali, le mie analisi e la mia vita da collezionista

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