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3 frasi da non dire mai ai tuoi figli (nemmeno da adulti), secondo un’educatrice

By Rosina Ferrario , on 13 Gennaio 2026 à 17:13 - 2 minutes to read
scopri le 3 frasi che secondo un'educatrice non dovresti mai dire ai tuoi figli, nemmeno da adulti, per favorire un rapporto sano e rispettoso.

Le parole sono ingredienti potenti, più di un peperoncino in un sugo già ribollente.

Tre frasi, sentite e risentite, continuano però a bruciare negli anni, persino quando il figlio è ormai adulto.

Un’educatrice le definisce micce emotive: basta pronunciarle e la fiducia si sbriciola!

3 frasi da non dire mai ai tuoi figli secondo l’educatrice Reem Raouda

Studi psicologici diffusi nel 2026 mostrano che il linguaggio familiare plasma la corteccia prefrontale, cioè la regia delle emozioni.

Basta quindi un errore ripetuto per far nascere silenzi, distanza e perfino scoppi d’ira improvvisi.

Scopriamo le tre espressioni più tossiche e la spezia gentile che può sostituirle.

“Perché l’ho detto io”: quando l’autorità diventa muro

L’educatrice la chiama la frase tappo, chiude ogni canale di dialogo, insegna obbedienza cieca, non rispetto.

Secondo i dati raccolti dall’Università di Padova, i ragazzi che la subiscono mostrano il 32 % in più di comportamenti oppositivi durante l’adolescenza.

Meglio sostituirla con “Capisco che non ti piaccia, ti spiego la scelta e poi andiamo avanti”: la leadership resta, ma si apre spazio alla comprensione.

“Smettila di piangere”: il cortocircuito delle emozioni represse

Bloccare il pianto equivale a chiedere a un fiume di fermarsi, prima o poi straripa.

La ricerca condotta dal Centro Studi Infanzia Serena ha rilevato che invalidare le lacrime aumenta del 40 % il rischio di ansia in età adulta.

Una semplice svolta? “Vedo che sei sconvolto, raccontami cosa sta succedendo”, perché l’ascolto riduce il picco emotivo e allena l’autoregolazione.

“Mi fai arrabbiare”: la colpa che diventa zaino

Scaricare la rabbia sul figlio lo convince di essere la causa delle emozioni altrui, un peso ingombrante da portare ovunque.

In studi condotti tra Milano e Berlino, adulti cresciuti con questa accusa mostrano livelli più alti di auto-colpevolizzazione e burnout.

Invertire il copione è possibile con “Sono agitato, parliamo di cosa non ha funzionato”, perché separa il comportamento dalla persona e insegna gestione emotiva.

Le tre frasi sembrano piccole, eppure agiscono come lievito emotivo: o fanno crescere il rancore o moltiplicano la fiducia.

La scelta della parola giusta, proprio come scegliere il luppolo migliore per una birra d’abbazia, cambia l’intera esperienza.

Allora, la prossima volta che il sangue sale, respira, assaggia le parole e servi al tavolo di famiglia solo quelle che nutrono davvero.

A 38 anni, sono una geek dichiarata e appassionata. Il mio universo ruota attorno ai fumetti, alle ultime serie TV di culto e a tutto ciò che fa battere forte il cuore della cultura pop. Su questo blog vi apro le porte del mio piccolo ‘regno’ per condividere con voi i miei highlight personali, le mie analisi e la mia vita da collezionista

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